La sicurezza sul lavoro non è un adempimento burocratico da rimandare: è un investimento che migliora la qualità dell’impresa, riduce i rischi e aumenta la produttività. In questo articolo, con il contributo dell’ingegner Raffaele Truncè, Supervisore Nazionale Area Salute e Sicurezza di FenImprese, spieghiamo perché è importante pianificare la prevenzione fin dall’avvio dell’attività e come adeguarsi alle novità normative, trasformando la conformità in vantaggio competitivo per le aziende di Bologna.
Perché pensare alla sicurezza prima di aprire un’attività?
Molti imprenditori concentrano risorse su notaio, commercialista e consulente del lavoro e considerano la sicurezza un’attività da svolgere “dopo”. In realtà le normative richiedono che la formazione dei lavoratori sia svolta prima dell’inizio dell’attività pratica.
Affidarsi a una consulenza esperta sin dal progetto permette di:
- ridurre il numero di infortuni e malattie professionali;
- contenere i costi diretti e indiretti (ferie non programmate, sostituzioni, cali di produttività);
- migliorare la reputazione e la fiducia di clienti e fornitori.
Figure principali da avere in azienda: le figure principali ruotano attorno al D.Lgs. 81/2008, cioè il Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Datore di lavoro, è il principale responsabile della sicurezza in azienda. Deve valutare i rischi, redigere o far redigere il DVR, nominare il RSPP e, quando previsto, il medico competente.
RSPP( Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), obbligatorio: è la figura che coordina il sistema di prevenzione e protezione dai rischi. Aiuta il datore di lavoro a individuare i rischi, proporre misure preventive e organizzare formazione e procedure.
RLS(Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), Rappresenta i lavoratori sugli aspetti legati a salute e sicurezza. Viene consultato su valutazione dei rischi, formazione, prevenzione e misure di tutela. Attenzione: non è “Responsabile”, ma Rappresentante.
Medico competente: Medico nominato quando è prevista la sorveglianza sanitaria. Effettua visite mediche, valuta l’idoneità dei lavoratori e collabora alla valutazione dei rischi.
Addetti primo soccorso( Addetto PS): Persona formata per gestire il primo intervento in caso di malore o infortunio.
Preposti, se in azienda ci sono persone che coordinano o controllano il lavoro di altri.
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): obbligo e contenuti essenziali
Il DVR è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente, uno stagista o collaboratori.
Anche attività apparentemente “a basso rischio” come uffici o negozi hanno pericoli concreti:
- rischi da postazioni informatiche: posture scorrette e affaticamento visivo;
- rischi elettrici: cavi scoperti, prese non a norma;
- rischi ergonomici e scivolamenti.
Il DVR deve essere redatto e firmato dal datore di lavoro, dall’RSPP, dal medico competente (se previsto) e dall’RLS. Un DVR ben fatto non è solo un obbligo: è una mappa operativa per migliorare l’organizzazione del lavoro.
Novità dall’Accordo Stato-Regioni: cosa cambia per le imprese
Il nuovo Accordo Stato-Regioni introduce aggiornamenti importanti:
- formazione per il datore di lavoro: anche chi non è RSPP dovrà seguire un corso di 16 ore per conoscere responsabilità civili e penali;
- ruolo del preposto: il preposto ha il potere e l’obbligo di interrompere l’attività in presenza di pericolo; l’aggiornamento passa da 5 a 2 anni;
- maggiore attenzione alla formazione continua e alla responsabilizzazione interna.
Emergenze aziendali: antincendio e primo soccorso non sono un optional
La normativa richiede un numero congruo di addetti all’antincendio e al primo soccorso. Nominare una sola persona non basta: è necessario garantire copertura durante ferie, malattie e turni diversi. Formare più lavoratori significa maggiore sicurezza reale e meno rischi di interruzioni lavorative.
Lavori in ambienti confinati: rischio elevato, formazione specifica
Per attività in spazi confinati (cisterne, pozzi, gallerie) il rischio di soffocamento o esplosione è alto. È obbligatorio un corso specifico di 12 ore con prova pratica severa: questo tipo di formazione salva vite e protegge l’azienda da sanzioni gravi.
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